

Nella vita privata come anche nel lavoro, di solito si parte da se stesso e dalla realtà che ci circonda. Questo fatto comprende influenze culturali, meteorologiche, familiari, storiche, … o semplicemente l’impostazioni mentali del tipo “abbiamo sempre lavorato così”. Chi più ne ha più ne metta.
Purtroppo oltre i confini di un paese e della propria vita esiste molto di più. Si apre un mondo immenso sui diversi modi di fare nell’ambito lavorativo all’estero.
Nell’ottica di ottenere risultati diversi sorgono domande che nel quotidiano uno non si porgerebbe mai. Di solito la giornata lavorativa si può descrivere in breve come: arrivo al lavoro, mi bevo il mio caffè (velocemente, perché non vorrei mai perdere del tempo prezioso), saluto i colleghi e/o collaboratori, mi metto sul computer, controllo qualche mail e quello che c’è da fare in giornata, alla fine con il lavoro effettivo comincio verso le 10-11. Giusto? Niente da ridire a parte che il mondo è già sommerso da lavori da eseguire e qualsiasi richiesta da parte vostra, che arriverà in quel lasso di tempo, verrà ovviamente messa in coda. Ciao, ciao urgenza, preventivo … o sollecito di pagamento che aspetto da giorni.
Lo stesso vale anche per le grandi feste italiane (che ovviamente non vengono seguite all’estero, perché l’estero in agosto e fine dicembre ed inizio gennaio lavora). E, se siamo sinceri possiamo anche ammettere che in Italia si comincia con il lavoro effettivo o urgente solamente qualche giorno o settimana dopo il rientro dalle grani festività, sperando che il resto del mondo sia ancora in attesa della nostra risposta, soluzione al problema o preventivo, …
Queste “visioni” vi fanno suonare un campanellino d’allarme?
Qual’è il momento giusto nella giornata per sollecitare un pagamento all’estero?
Faccio una telefonata o mando una mail? E a che ora del giorno?
Vado in pausa pranzo o finisco con la richiesta o soluzione al problema del nuovo cliente?
Qual’è la giornata giusta per proporre un preventivo o un offerta ad un cliente estero?
In che modo mi approccio con un cliente estero? Gli do del tu (per creare appartenenza) o gli do del Lei?
Ad un cliente svizzero scrivo come scrivo di solito ai clienti tedeschi o devo stare attendo a qualcosa in particolare?
… … …
… …
Eh si, qui si apre veramente un mondo … immenso, tutto da scoprire (a volte anche a suon di errori e perdite di incarichi di lavoro)!
Il discorso ti solletica?
Parliamone!
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